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SUMMARY:L'Alzheimer in famiglia: risposte alla solitudine nell'accudire - d.ssa Chiara Pizzoli assistente sociale
DESCRIPTION:EventoReportage \nPrimo incontro del programma “AFFRONTIAMO L’ ALZHEIMER”senza paure 2\, organizzato dall’Associazione Onlus Non ti Scordar di Me. \nL’incontro si tiene in Via Garibaldi 25 a Schivenoglia (R.S.A. Fond. Scarpari Forattini) dalle ore 17\,00 alle 18\,30 a partecipazione libera e gratuita. \nL’incontro con tema “ L’Alzheimer in famiglia: risposte alla solitudine dell’accudire”\, verrà condotto dalla d.ssa Chiara Pizzoli assistente sociale. \nPer informazioni chiamare il 3801770530. Si può richiedere per tempo la presenza gratuita di operatori qualificati ad assistere\, durante gli incontri\, gli ammalati di Alzheimer portati dai loro familiari. \n“AFFRONTIAMO L’ALZHEIMER” senza paure 2 \nMercoledì 6 maggio 2015 – “L’Alzheimer in famiglia: risposte alla solitudine dell’accudire” \nD.ssa Chiara Pizzoli\, assistente sociale R.S.A. Fondazione Scarpari Forattini di Schivenoglia (Mn)\nMercoledì 6 maggio 2015 ha avuto inizio il secondo ciclo di incontri promossi dall’Associazione “Non ti Scordar di Me”\, su temi riguardanti l’Alzheimer\, per favorire e facilitare l’approccio a questa tematica vista da più punti di osservazione. \nHa esposto la sua relazione la d.ssa Chiara Pizzoli\, assistente sociale della R.S.A. Fondazione Scarpari Forattini di Schivenoglia\, che ha illustrato quali sono i servizi oggi a disposizione delle famiglie che accudiscono un loro malato di Alzheimer. \nQuesti\, a secondo del tipo di bisogno\, possono essere richiesti al Comune di residenza oppure all’ASL\, rivolgendosi allo Sportello Informativo del Distretto di Ostiglia. Gli interventi individuati dall’ASL possono\, a loro volta\, dare accesso alla R.S.A. aperta per la fruizione di specifiche prestazioni personalizzate sia a domicilio che presso la R.S.A. prescelta. \nL’invito importante\, sottolineato anche dalla psicologa d.ssa Ivana Chicconi presente come coordinatrice\, è quello di affidarsi agli enti preposti per l’ottenimento dei servizi disponibili\, anche gratuiti\, per non incorrere nel pericolo davvero grave di sovraccaricare le nostre capacità psico-fisiche nel tentativo\, spesso controproducente\, di voler fare soltanto con le proprie forze. \nFigura che sta acquisendo sempre più rilevanza per la tutela del malato con deficit cognitivo\, non più in grado di controllare i suoi beni e di esprimere proprie volontà \, è quella dell’Amministratore di Sostegno\, nominato dal Tribunale\, che è autorizzato a sostituire il paziente sotto il controllo diretto del giudice tutelare. Altro aiuto per i familiari viene dai benefici previsti dalla fruizione della legge 104/92. \nPrima di concludere la sua esposizione\, e dopo avere risposto a tutti i quesiti rivolti dai presenti\, la d.ssa Pizzoli ha annoverato tra i servizi a disposizione delle famiglie nel nostro territorio anche la funzione della nostra Associazione “Non ti Scordar di Me”. Dopo averne evidenziato alcuni tratti caratteristici descritti nello statuto\, ha posto l’accento sull’attività formativa degli incontri aperti a tutti e su quelli di mutuo aiuto guidati dalla d.ssa Ivana Chicconi. Trovarsi insieme per confrontarsi e scambiarsi le proprie esperienze è una forma di aiuto alla pari che diventa sostegno vicendevole. Nei programmi prossimi dell’Associazione rientra anche il progetto di mettere a disposizione dei soci\, o loro familiari\, un sostegno psicologico attraverso incontri privati e personali con la psicologa d.ssa Chicconi da strutturare e concordare nel momento in cui l’interessato ne avverta il bisogno o lo evidenzi all’interno del gruppo di mutuo aiuto. \nL’ultima slide proiettata ci ha lasciato con una domanda-risposta: Qual è il doppio di sei? “SIAMO”.
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SUMMARY:Un percorso spirituale per il paziente e chi lo accompagna -  don Paolo Gibelli sacerdote
DESCRIPTION:EventoReportage \nSecondo incontro del programma “AFFRONTIAMO L’ ALZHEIMER”senza paure 2\, organizzato dall’ Associazione Onlus Non ti Scordar di Me. \nL’incontro si tiene in Via Garibaldi 25 a Schivenoglia (R.S.A. Fond. Scarpari Forattini) dalle ore 17\,00 alle 18\,30 a partecipazione libera e gratuita. \nL’incontro con tema “Un percorso spirituale per il paziente e per chi lo accompagna”\, verrà condotto don Paolo Gibelli sacerdote. \nPer informazioni chiamare il 3801770530. Si può richiedere per tempo la presenza gratuita di operatori qualificati ad assistere\, durante gli incontri\, gli ammalati di Alzheimer portati dai loro familiari. \n  \n \n“AFFRONTIAMO L’ALZHEIMER” senza paure 2\nMercoledì 13 maggio 2015 – “Un percorso spirituale per il paziente e per chi lo accompagna”\nMonsignore Paolo Gibelli\, parroco di Cerese e di Cappelletta di Borgo Virgilio (Mn) \nSiamo convinti\, come sottolineato dalla coordinatrice d.ssa Chicconi all’inizio dell’incontro\, che avere inserito nel calendario di formazione il tema della spiritualità sia stata una scelta rispettosa di una sensibilità che è di ognuno\, credente e non\, e che rappresenta spesso una risorsa per i momenti difficili della vita. \nPer questo è stato rivolto l’invito a mons. Gibelli affinchè portasse il suo illuminante contributo di sacerdote a farci capire quale aiuto e quanto beneficio possiamo ricevere dall’azione dello spirito nella complessa e difficile esperienza umana della convivenza con malati affetti da demenza\, tra cui l’Alzheimer. \nIl percorso\, iniziato con la lettura del brano dal vangelo di Marco 5\, 1-20\, ci ha permesso di capire come Gesù stesso ha vissuto il suo rapporto con i malati psichici\, offrendosi così a noi come esempio. \nDa questo deriva che alla base del nostro rapporto con il paziente sta il riconoscimento della sua persona di uomo e donna\, creati ad immagine di Dio\, nei quali risplende il volto di Cristo. Questa verità non può venire meno neppure quando il nostro caro non ci riconosce più o quando a noi sembra di non riconoscere più in lui la persona di prima a causa del suo distacco relazionale o per la modificazione stessa del suo aspetto fisico. Il malato non va identificato per il nome della malattia che lo ha colpito perché in lui permane la sua identità originaria che deriva dal suo stesso essere. \nPer tali presupposti\, i nostri atteggiamenti e comportamenti nei suoi confronti devono essere sempre rispettosi della sua condizione ed in ogni circostanza mantenere un’interazione rivolta a procurargli il massimo senso di benessere. Da qui l’attenzione a manifestargli sempre la nostra stima\, a infondergli senso di rassicurazione\, di fiducia\, autostima e serenità evitandogli motivi di ansia che lo portino all’agitazione. \nQuanto può essere importante stare in ascolto rispettando “i suoi modi”\, anche se a noi incomprensibili\, senza sforzarci di volerli cambiare! \nLa medicina mette a disposizione le cure ( to cure ) che possiamo fornire nel tentativo di contenere almeno\, se non proprio guarire\, gli effetti della malattia. \nA questo intervento terapeutico-tecnico si aggiunge il “prendersi cura” ( to care )\, ovvero preoccuparsi\, prendersi a cuore lo stato del paziente e dargli per questo tutto il nostro aiuto per sostenere le sue necessità fisiologiche e psicologiche. E’ la famiglia di appartenenza che inizia così a “farsi carico“ del proprio caro accompagnandolo attraverso tutti gli stadi della malattia e provvedendo di volta in volta a sopperire ad ogni suo bisogno emergente. Si compiono degli step che col passare del tempo richiedono però sempre più l’aiuto anche di persone esterne\, per garantire un’assistenza che la famiglia non riesce più a dare da sola. \nInfine l’empatia ( to core ): entrare cioè nel centro profondo della persona\, immedesimarsi nel suo vissuto a tal punto da fare proprie le sue caratteristiche. Significa rispettare i suoi tempi sino a farli diventare i nostri\, capirla dallo sguardo\, da un gesto\, da un suono\, entrare in dialogo con lei non più solo a parole ma attraverso anche una gestualità che crea sintonia. \nSuccede come per due genitori che accolgono il loro primogenito: la loro vita a due non è più la stessa. Così anche noi sentiamo cambiare la nostra vita che si modifica in funzione del nostro malato. Subito ci appare come una perdita\, ci sembra di rinunciare a parte di noi stessi\, ma poi\, in effetti\, questa sua inquietante diversità ci può venire in aiuto per “guarire” certe patologie che ci attanagliano. Così riscopriamo aspetti della vita che avevamo trascurato: possiamo valutare ad esempio il condizionamento che ci impone la ricerca dell’efficientismo esasperato\, o la fretta che non ci dà mai tempo per trovare spazi di relazioni importanti da dedicare agli altri e a noi stessi. \nDi conseguenza si fa largo la necessità di trovare un giusto equilibrio tra il coinvolgimento nella situazione dell’altro ed il distacco necessario a tutela di noi stessi. Avere cura di sé deve tenere conto anche delle relazioni interpersonali che sussistono all’interno dell’intera famiglia. \nE’ stato rilevato scientificamente che la conduzione di una vita spirituale personale più profonda\, che non sia pura ritualità\, favorisce la produzione di sostanze nell’organismo che danno un senso di benessere e che aiutano a mantenere più attive le facoltà cognitive. \nPertanto Mons. Gibelli ha concluso il suo edificante intervento suggerendo di cercare sostegno e sollievo personale nell’esercizio di una breve pausa giornaliera dedicata al raccoglimento interiore\, in atteggiamento di silenzio-ascolto\, che può essere facilitato dalla lettura rilassata di salmi usati come vere preghiere rivolte al Signore. \nE’ come sostituire la fatica che ci opprime con il peso di Cristo: Lui la rende sempre più leggera facendoci sentire sempre più riposati. \n\n		\n		\n			\n				\n			\n			\n				\n			\n		\n \n 
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SUMMARY:Fatica e soddisfazione nella relazione di cura col famigliare malato - d.ssa Ivana Chicconi psicologa e psicoterapeuta
DESCRIPTION:EventoReportage \nTerzo incontro del programma “AFFRONTIAMO L’ ALZHEIMER”senza paure 2\, organizzato dall’Associazione Onlus Non ti Scordar di Me. \nL’incontro si tiene in Via Garibaldi 25 a Schivenoglia (R.S.A. Fond. Scarpari Forattini) dalle ore 17\,00 alle 18\,30 a partecipazione libera e gratuita. \nL’incontro con tema “Fatica e soddisfazione nella relazione di cura col familiare malato”\,  verrà condotto dalla  d.ssa Ivana Chicconi psicologa e psicoterapeuta. \nPer informazioni chiamare il 3801770530. Si può richiedere per tempo la presenza gratuita di  operatori qualificati ad assistere\, durante gli incontri\, gli ammalati di Alzheimer portati dai loro familiari. \n[formidable id=”2″] \n \n“AFFRONTIAMO L’ALZHEIMER” senza paure 2\nMercoledì 20 maggio 2015 – “Fatica e soddisfazione nella relazione di cura col familiare malato” \nD.ssa Ivana Chicconi psicologa e psicoterapeuta \nLa fatica che comporta lo stare accanto ad un malato di Alzheimer è l’aspetto che normalmente cattura chi si trova in tale condizione e rappresenta quasi la cartina tornasole per descrivere questo tipo di malattia. Oggi la d.ssa Chicconi ha inteso provocare la nostra attenzione\, quasi lanciare una sfida\, affermando che\, accanto alla fatica\, ci può essere anche la soddisfazione. \nE’ necessario però richiamare\, anche se molto rapidamente\, alcuni assunti che stanno alla base di questa ricerca fatta assieme. \nLe vittime sono due: il malato che subisce la malattia ed il familiare che ne sopporta il carico assistenziale. \nNon siamo soli\, ci sono altri attorno a noi che ci possono aiutare a condividere il nostro “peso”. \nIl cambiamento che porta questa malattia coinvolge tutta la famiglia\, ai cui membri è richiesto di stabilire un nuovo equilibrio. \nPrendersi cura del malato di Alzheimer richiede innanzitutto di prestare cura e attenzione a se stessi per non soccombere alle difficoltà sempre latenti\, quali: depressione\, angoscia\, senso di colpa\, rabbia\, imbarazzo\, solitudine\, ecc. \nQuali soddisfazioni cercare allora lungo il viaggio in compagnia del nostro caro malato? \nPrima ricordiamo i significati che può avere la parola soddisfazione: esaudire o accogliere una richiesta; contentare\, appagare; adempire\, compiere (un dovere); contentezza per un buon risultato\, gioia\, piacere. Il soccorso dagli aiuti esterni offerti dall’Asl\, dalla R.S.A. aperta\, dalla legge 104/96\, dalla Associazione “Non ti scordar di me”\, ecc. Ma abbiamo a disposizione anche altre risorse quali: le cure mediche e farmacologiche\, la famiglia e gli amici\, la spiritualità per chi è credente. \nDa ognuna di queste possiamo trarre risposte e soddisfazione ai nostri bisogni di natura pratica\, di gestione delle varie situazioni quotidiane\, ma anche di natura psicologica per tenere sotto controllo il nostro carico emotivo ed evitare di “scoppiare”. \nArriviamo ad accorgerci che la qualità della cura che prestiamo al nostro caro dipende molto dall’attenzione che sappiamo rivolgere a noi stessi cominciando ad apprezzare e valorizzare piccole cose\, quali brevi pause temporali\, in cui ritagliarsi un po’ di tempo per “staccare”. \nLe emozioni che proviamo diventano più facilmente controllabili e ci sentiamo più capaci di affrontare le situazioni che si succedono. \nSul piano spirituale si aprono sensazioni impreviste che possono incidere sul nostro rapporto con il familiare malato e farci recuperare sensibilità sopite o inespresse. \nNel “cestino” delle soddisfazioni possono dunque starci tutte le emozioni legate ad un sorriso\, o a quell’espressione che soltanto noi abbiamo colto su quel viso “apparentemente” vuoto\, o al cambiamento nell’alimentazione che oggi ci fa credere che le cose stanno certamente migliorando\, oppure alla frase balbettata a mala pena ma che ci rassicura che lui/lei “è presente”\, o… \nAlla fine\, comunque\, la vera grande soddisfazione che ci fa accettare e superare tutto è che sentiamo fortemente di volere un gran bene al nostro caro e sentiamo di essere ricambiati “a modo suo”. \n\n		\n		\n			\n				\n			\n			\n				\n			\n			\n				\n			\n		\n \n[formidable id=”2″]
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SUMMARY:Il malato di Alzheimer: consigli medici per la gestione in famiglia - dott. Roberto Pedrazzoli geriatra
DESCRIPTION:EventoReportage \nQuarto incontro del programma “AFFRONTIAMO L’ ALZHEIMER”senza paure 2\, organizzato dall’Associazione Onlus Non ti Scordar di Me. \nL’incontro si tiene in Via Garibaldi 25 a Schivenoglia (R.S.A. Fond. Scarpari Forattini) dalle ore 17\,00 alle 18\,30 a partecipazione libera e gratuita. \nL’incontro con tema “Il malato di Alzheimer: consigli medici per la gestione in famiglia”\, verrà condotto dal dott. Roberto Pedrazzoli geriatra. \nPer informazioni chiamare il 3801770530. Si può richiedere per tempo la presenza gratuita di operatori qualificati ad assistere\, durante gli incontri\, gli ammalati di Alzheimer portati dai loro familiari. \n \n“AFFRONTIAMO L’ALZHEIMER” senza paure 2\nMercoledì 27 maggio 2015 – “Il malato di Alzheimer: consigli medici per la gestione in famiglia” \nRelatore: Dott. Roberto Pedrazzoli geriatra \nNel gradevole ed interessante incontro di oggi\, il dott. Pedrazzoli ci ha resi partecipi della sua esperienza maturata a contatto con l’Alzheimer come medico geriatra ed anche come amministratore pubblico\, avendo promosso progetti per questa malattia durante il suo mandato di sindaco. \nLa sua relazione ci ha guidato ad approfondire alcuni aspetti della vita quotidiana cui la famiglia deve porre particolare attenzione nella cura del proprio malato. \nCi si è pertanto soffermati sull’igiene personale\, l’abbigliamento\, l’alimentazione\, l’idratazione\, i rapporti personali\, le attività fisiche e ricreative\, la sicurezza; per arrivare a considerare il caso del malato che vive solo ed anche il rapporto con bambini e ragazzi che vivono a contatto di questa malattia in famiglia. Ancora una volta si è evidenziato il ruolo fondamentale dei familiari nel condurre l’assistenza e la cura del malato di Alzheimer. Costoro\, seguendo criteri e modalità mirati sul come comportarsi adeguatamente\, devono munirsi anche delle conoscenze specifiche di come affrontare le problematiche della gestione. Argomenti in parte già oggetto di precedenti incontri\, ma che hanno ricevuto preziosi contributi di completezza ed arricchimento da parte del dr. Pedrazzoli tanto da suscitare numerose domande e indurre i presenti a portare le loro testimonianze dirette. \nSi dimostra quanto sia importante l’apporto dei familiari che presenziano a questi incontri\, perché da una parte stimolano i relatori con i loro quesiti e dall’altra\, nel condividere le loro esperienze\, assumono il ruolo di formatori dei presenti al dibattito. \nIl dott. Pedrazzoli\, al termine del suo incontro che ha segnato anche la chiusura del ciclo di argomenti proposti nel maggio 2015\, si è complimentato per l’impegno della nostra Associazione ed ha espresso un caloroso incitamento a proseguire con fermezza nel nostro intento di promuovere a tutti i livelli possibili l’informazione sulla malattia di Alzheimer che non è tenuta in dovuta considerazione nè dalle istituzioni politiche né da quelle sanitarie. \n\n		\n		\n			\n				\n			\n			\n				\n			\n		\n \n 
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