BEGIN:VCALENDAR
VERSION:2.0
PRODID:-//Non ti Scordar di Me Onlus - punto di ascolto Alzheimer - ECPv6.6.3//NONSGML v1.0//EN
CALSCALE:GREGORIAN
METHOD:PUBLISH
X-WR-CALNAME:Non ti Scordar di Me Onlus - punto di ascolto Alzheimer
X-ORIGINAL-URL:https://www.nontiscordardimeonlus.it
X-WR-CALDESC:Eventi per Non ti Scordar di Me Onlus - punto di ascolto Alzheimer
REFRESH-INTERVAL;VALUE=DURATION:PT1H
X-Robots-Tag:noindex
X-PUBLISHED-TTL:PT1H
BEGIN:VTIMEZONE
TZID:Europe/Rome
BEGIN:DAYLIGHT
TZOFFSETFROM:+0100
TZOFFSETTO:+0200
TZNAME:CEST
DTSTART:20150329T010000
END:DAYLIGHT
BEGIN:STANDARD
TZOFFSETFROM:+0200
TZOFFSETTO:+0100
TZNAME:CET
DTSTART:20151025T010000
END:STANDARD
END:VTIMEZONE
BEGIN:VEVENT
DTSTART;TZID=Europe/Rome:20150520T170000
DTEND;TZID=Europe/Rome:20150520T183000
DTSTAMP:20260505T151225
CREATED:20150413T194541Z
LAST-MODIFIED:20150912T140730Z
UID:816-1432141200-1432146600@www.nontiscordardimeonlus.it
SUMMARY:Fatica e soddisfazione nella relazione di cura col famigliare malato - d.ssa Ivana Chicconi psicologa e psicoterapeuta
DESCRIPTION:EventoReportage \nTerzo incontro del programma “AFFRONTIAMO L’ ALZHEIMER”senza paure 2\, organizzato dall’Associazione Onlus Non ti Scordar di Me. \nL’incontro si tiene in Via Garibaldi 25 a Schivenoglia (R.S.A. Fond. Scarpari Forattini) dalle ore 17\,00 alle 18\,30 a partecipazione libera e gratuita. \nL’incontro con tema “Fatica e soddisfazione nella relazione di cura col familiare malato”\,  verrà condotto dalla  d.ssa Ivana Chicconi psicologa e psicoterapeuta. \nPer informazioni chiamare il 3801770530. Si può richiedere per tempo la presenza gratuita di  operatori qualificati ad assistere\, durante gli incontri\, gli ammalati di Alzheimer portati dai loro familiari. \n[formidable id=”2″] \n \n“AFFRONTIAMO L’ALZHEIMER” senza paure 2\nMercoledì 20 maggio 2015 – “Fatica e soddisfazione nella relazione di cura col familiare malato” \nD.ssa Ivana Chicconi psicologa e psicoterapeuta \nLa fatica che comporta lo stare accanto ad un malato di Alzheimer è l’aspetto che normalmente cattura chi si trova in tale condizione e rappresenta quasi la cartina tornasole per descrivere questo tipo di malattia. Oggi la d.ssa Chicconi ha inteso provocare la nostra attenzione\, quasi lanciare una sfida\, affermando che\, accanto alla fatica\, ci può essere anche la soddisfazione. \nE’ necessario però richiamare\, anche se molto rapidamente\, alcuni assunti che stanno alla base di questa ricerca fatta assieme. \nLe vittime sono due: il malato che subisce la malattia ed il familiare che ne sopporta il carico assistenziale. \nNon siamo soli\, ci sono altri attorno a noi che ci possono aiutare a condividere il nostro “peso”. \nIl cambiamento che porta questa malattia coinvolge tutta la famiglia\, ai cui membri è richiesto di stabilire un nuovo equilibrio. \nPrendersi cura del malato di Alzheimer richiede innanzitutto di prestare cura e attenzione a se stessi per non soccombere alle difficoltà sempre latenti\, quali: depressione\, angoscia\, senso di colpa\, rabbia\, imbarazzo\, solitudine\, ecc. \nQuali soddisfazioni cercare allora lungo il viaggio in compagnia del nostro caro malato? \nPrima ricordiamo i significati che può avere la parola soddisfazione: esaudire o accogliere una richiesta; contentare\, appagare; adempire\, compiere (un dovere); contentezza per un buon risultato\, gioia\, piacere. Il soccorso dagli aiuti esterni offerti dall’Asl\, dalla R.S.A. aperta\, dalla legge 104/96\, dalla Associazione “Non ti scordar di me”\, ecc. Ma abbiamo a disposizione anche altre risorse quali: le cure mediche e farmacologiche\, la famiglia e gli amici\, la spiritualità per chi è credente. \nDa ognuna di queste possiamo trarre risposte e soddisfazione ai nostri bisogni di natura pratica\, di gestione delle varie situazioni quotidiane\, ma anche di natura psicologica per tenere sotto controllo il nostro carico emotivo ed evitare di “scoppiare”. \nArriviamo ad accorgerci che la qualità della cura che prestiamo al nostro caro dipende molto dall’attenzione che sappiamo rivolgere a noi stessi cominciando ad apprezzare e valorizzare piccole cose\, quali brevi pause temporali\, in cui ritagliarsi un po’ di tempo per “staccare”. \nLe emozioni che proviamo diventano più facilmente controllabili e ci sentiamo più capaci di affrontare le situazioni che si succedono. \nSul piano spirituale si aprono sensazioni impreviste che possono incidere sul nostro rapporto con il familiare malato e farci recuperare sensibilità sopite o inespresse. \nNel “cestino” delle soddisfazioni possono dunque starci tutte le emozioni legate ad un sorriso\, o a quell’espressione che soltanto noi abbiamo colto su quel viso “apparentemente” vuoto\, o al cambiamento nell’alimentazione che oggi ci fa credere che le cose stanno certamente migliorando\, oppure alla frase balbettata a mala pena ma che ci rassicura che lui/lei “è presente”\, o… \nAlla fine\, comunque\, la vera grande soddisfazione che ci fa accettare e superare tutto è che sentiamo fortemente di volere un gran bene al nostro caro e sentiamo di essere ricambiati “a modo suo”. \n\n		\n		\n			\n				\n			\n			\n				\n			\n			\n				\n			\n		\n \n[formidable id=”2″]
URL:https://www.nontiscordardimeonlus.it/calendario_eventi2/fatica-e-soddisfazione-nella-relazione-di-cura-col-famigliare-malato/
LOCATION:RSA Scarpari\, schivenoglia
END:VEVENT
END:VCALENDAR